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Ammissione in prededuzione del controvalore dei beni di leasing in mancanza della prova da parte della procedura circa la loro omessa acquisizione all’attivo

Con l’ordinanza n. 6844 del 2023, in tema di procedure concorsuali, il Tribunale di Roma ha statuito che, in caso di domanda di rivendica dei beni concessi in leasing, deve essere riconosciuto in prededuzione il controvalore degli stessi nell’ipotesi in cui la Procedura non sia stata in grado di fornire la prova di non averli acquisiti all’attivo.

La decisione del Tribunale è stata emessa all’esito del giudizio di opposizione allo stato passivo promosso da una società di leasing.
In particolare, le domande formulate dalla Società con la propria insinuazione venivano solo parzialmente accolte. Nello stato passivo, infatti, la società veniva ammessa al passivo, al chirografo, per i soli canoni scaduti precedentemente all’apertura della procedura.
Non veniva, invece, accolta la domanda di rivendica dei beni, né la Società veniva ammessa al passivo per la penale contrattuale.
Pertanto, la società di leasing si vedeva costretta ad impugnare lo stato passivo.
Instauratosi il giudizio di merito, si costituiva in giudizio la procedura opposta chiedendo il rigetto del ricorso, ritenendo la domanda infondata.
Nel corso del procedimento di opposizione, poi, emergeva che una parte dei beni concessi in leasing, pacificamente consegnati alla società poi entrata in concordato, erano stati smarriti. In forza di detto smarrimento, la società di leasing chiedeva l’ammissione al passivo, in prededuzione, ai sensi dell’art. 103 l.fall., del controvalore dei beni.
Ciò posto, il Tribunale osservava che la società di leasing, ai fini del riconoscimento della prededuzione prevista dall’art 103 l.fall., non avrebbe potuto fornire la prova che i beni non fossero stati acquisiti all’attivo della procedura, affermando altresì che, secondo il principio della vicinanza della prova, elaborato dalla giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite n. 13533 del 2001), la prova non poteva che essere fornita dalla procedura opposta, essendo questa il soggetto più prossimo, più vicino, alla fonte di prova.
In conclusione, il Giudice, posto che i beni risultavano smarriti e che la procedura non era stata in grado di fornire prova del fatto che lo smarrimento fosse precedente all’apertura della procedura, riconosceva in prededuzione il controvalore dei beni.

Data di pubblicazione
31.05.2024
Argomento trattato
Leasing & Factoring

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