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Divieto di considerare i fatti precedenti alla conciliazione novativa per valutare la sussistenza dei presupposti dell’indennità ex art.1751c.c.

Con la sentenza n. 120/2024 dell’8 febbraio 2024, il Tribunale di Bologna ha ribadito che, qualora tra un agente e una società si susseguano più contratti di agenzia al termine di ciascuno dei quali le parti sottoscrivano una conciliazione novativa in sede sindacale, all’esito dell’ultimo rapporto contrattuale l’agente ha diritto ad ottenere la liquidazione delle indennità di fine rapporto calcolate esclusivamente in ragione dei risultati effettivamente conseguiti nell’ambito dell’ultimo rapporto.

Nel caso in esame, un agente conveniva in giudizio una società farmaceutica, assistita dallo Studio Legale Lupi & Associati, chiedendo la condanna di quest’ultima al pagamento dell’indennità ex art. 1751 c.c., quantificata nella sua misura massima.

L’agente, in particolare, sosteneva che il rapporto di agenzia si fosse protratto senza soluzione di continuità dal 2014 al 2021 e che, in questo periodo, egli aveva procacciato nuovi clienti e aveva sviluppato sensibilmente gli affari con i clienti esistenti.

Si costituiva in giudizio la società farmaceutica che, preliminarmente, segnalava che le parti, nel 2014 e nel 2017, avevano sottoscritto due verbali di conciliazione in sede sindacale nell’ambito dei quali avevano definito con modalità novativa i reciproci rapporti, con il pagamento di tutte le competenze maturate dall’agente e di un ulteriore importo a titolo transattivo liquidato a fronte delle rinunce espresse del ricorrente.

La società, dunque, evidenziava che la verifica relativa all’eventuale sussistenza dei presupposti per la liquidazione dell’indennità ex art. 1751 c.c. dovesse essere effettuata esclusivamente avendo riguardo all’ultimo rapporto di agenzia, instaurato nel 2018.

Ebbene, avuto riguardo a tale periodo, la società rilevava la carenza dei presupposti necessari per la liquidazione dell’indennità ex art. 1751 c.c.

Il Tribunale di Bologna, preliminarmente, evidenziava l’infondatezza della tesi del ricorrente in forza del quale la valutazione relativa alla sussistenza dei presupposti per il calcolo dell’indennità ex art. 1751 c.c. avrebbe dovuto effettuarsi con riferimento all’intero periodo in questione.

Osservava il Tribunale che nel caso di specie non vi era stata solo la consensuale risoluzione dei due precedenti rapporti di agenzia, con contestuale sottoscrizione di nuovi contratti, ma vi era stata anche la sottoscrizione di due verbali di conciliazione che l’agente non aveva mai impugnato. Nei predetti verbali, poi, l’agente, debitamente assistito dal conciliatore disegnato dalle Organizzazioni Sindacali, aveva dichiarato che, con il versamento a suo favore degli importi convenzionalmente determinati, non avrebbe più avuto nulla a pretendere relativamente al rapporto concluso, ivi comprese le eventuali differenze sulle indennità di cessazione del rapporto. Inoltre, nell’ambito di entrambe le conciliazioni, a fronte delle proprie rinunce, l’agente aveva ricevuto il pagamento di un importo a titolo transattivo.

Ciò posto, secondo il Tribunale, la condotta delle parti palesava la comune volontà delle stesse di considerare i contratti di agenzia come rapporti distinti gli uni dagli altri.

Per tale ragione, la valutazione relativa alla sussistenza o meno dei requisiti necessari per la liquidazione dell’indennità ex art. 1751 c.c. doveva necessariamente effettuarsi sulla base dei risultati conseguiti dal 2018 al 2021.

Ebbene, con riferimento a tale ultimo periodo, la documentazione prodotta dalla società e i dati emersi nell’ambito della consulenza tecnica esperita nel corso del procedimento avevano confermato la diminuzione di clientela e di fatturato della mandante nella zona di assegnazione del ricorrente.

Pertanto, mancando i requisiti necessari per la liquidazione dell’indennità ex art. 1751 c.c. e le domande dell’agente sono state integralmente rigettate.

Data di pubblicazione
21.02.2024

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