È assunto come l’intelligenza artificiale sia identificata come un catalizzatore di cambiamento nel mondo che ci circonda, il suo sviluppo viene generato da un’intensa attività di ricerca, sostenuta da investimenti di aziende private e leader del settore.
Per sostenere questo tipo di attività è stato necessario attuare un insieme di strategie per poter sfruttare le nuove potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale. Secondo quanto previsto dal documento, al fine di sostenere gli ambiti che hanno un ruolo prominente nel tessuto produttivo italiano che utilizzano questo tipo di intelligenza, si è disposto come gli investimenti dovranno interessare lo sviluppo e la promozione per l’utilizzo di nuove soluzioni in tema di AI in particolari ambiti, come l’industria del Made in Italy, del digitale, finanziaria, della salute e dell’educazione, sulla tutela del territorio e la tutela della privacy e della sicurezza.
All’interno di tale documento, centrale è la tematica sulla necessità di attuare una visione strategica all’interno di quattro macroaree ben definite.
La prima grande area interessata attiene alla ricerca. Secondo quanto disposto, l’Italia dovrà rafforzare gli investimenti, promuovere le competenze tecnologiche e la ricerca scientifica, nella quale una particolare attenzione verrà prestata alla ricerca del sistema pubblico, finanziata dallo Stato, per la propria attività di sperimentazione.
In secondo luogo, i processi amministrativi dovranno essere resi più efficienti migliorando la qualità dei servizi offerti attraverso l’utilizzo di tecnologie AI, con la conseguente acquisizione di figure specializzate in materia, realizzando, infine, policy per il personale, per poter garantire la tutela della privacy e la trasparenza dei processi.
La terza area riguarda le imprese e la loro attività di integrazione di nuovi sistemi di intelligenza artificiale. L’Italia dovrà rendere più agevole lo sviluppo e l’introduzione di tali sistemi, definendo un insieme di misure per agevolarne il loro potenziale, oltre che introdurre azioni volte alla formazione del personale.
In riferimento a questo, la formazione sarà l’ultima area di interesse, in quanto si dispone come sia necessario promuovere una formazione che sia allineata con le nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale nei confronti dei ricercatori.
Tuttavia, è necessario precisare come l’impostazione di una strategia non possa prescindere dalla definizione di un sistema di monitoraggio, presupposto fondamentale per lo sviluppo di azioni correttive all’interno di ciascuna macroarea sopra esposta, attuate anche a livello nazionale ed europeo attraverso alcuni meccanismi regolatori. Su questo punto, l’AI Act ha istituito un quadro giuridico apposito per regolare lo sviluppo, la commercializzazione e l’uso dei sistemi di AI. Da quello che emerge dall’attuale versione, verranno istituite diverse Autorità che vigileranno e attueranno la normativa in materia di intelligenza artificiale: l’Autorità europea, infatti, verrà chiamata per coordinare l’applicazione della disciplina delle Autorità nazionali, dunque svolgerà una funzione di supporto e chiarificatrice, mentre l’Autorità nazionale assumerà un ruolo fondamentale in quanto dovrà esercitare attività di vigilanza e di notificazione.
