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È necessaria l’indicazione degli interessi legali nel provvedimento giudiziale

Con sentenza n. 12449/2024 la Cassazione a Sezioni Unite ha sancito il seguente principio di diritto:Ove il giudice disponga il pagamento degli “interessi legali” senza alcuna specificazione, deve intendersi che la misura degli interessi, decorrenti dopo la proposizione della domanda giudiziale, corrisponde al saggio previsto dall’art. 1284, comma 1, cod. civ. se manca nel titolo esecutivo giudiziale, anche sulla base di quanto risultante dalla sola motivazione, lo specifico accertamento della spettanza degli interessi, per il periodo successivo alla proposizione della domanda, secondo il saggio previsto dalla legislazione speciale relativa ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.

La vicenda trae origine da un giudizio di opposizione a precetto promosso da una società debitrice,la quale denunciava lerroneo calcolo degli interessi di mora indicati nel precetto opposto, dal momento che il titolo esecutivo giudiziale non recava la condanna al pagamento degli stessi, né la loro decorrenza.

A seguito di ciò, il Tribunale adito disponeva il rinvio pregiudiziale degli atti ai sensi dell’art. 363 bis c.p.c. per la risoluzione della seguente questione di diritto: “se in tema di esecuzione forzata – anche solo minacciata – fondata su titolo esecutivo giudiziale, ove il giudice della cognizione abbia omesso di indicare la specie degli interessi al cui pagamento ha condannato il debitore, limitandosi alla loro generica qualificazione in termini di ” interessi legali” o “di legge” ed eventualmente indicandone la decorrenza da data anteriore alla proposizione della domanda, si debbano ritenere liquidati soltanto gli interessi di cui all’art. 1284 primo comma c.c. o – a partire dalla data di proposizione della domanda – possano ritenersi liquidati quelli di cui al quarto comma del predetto articolo”.

La Suprema Corte, in primo luogo, ha richiamato la disposizione normativa di cui al comma 4° dell’art. 1284 c.c.:Se le parti non ne hanno determinato la misura, dal momento in cui è proposta domanda giudiziale, il saggio degli interessi legali è pari a quello previsto dalla legislazione speciale relativa ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.

Secondo la Corte, affinché possano applicarsi gli interessi previsti dal quarto comma dell’art. 1284 c.c. è necessario che il titolo esecutivo giudiziale contenga laccertamento di spettanza degli interessi legali. Tale ragionamento deriva dalla circostanza che dal punto di vista del giudice dell’esecuzione, la mera previsione degli stessi, nel dispositivo e/o nella motivazione del titolo esecutivo, è inidonea ad integrare il detto accertamento.

In conclusione, la Corte ha precisato che “se il titolo esecutivo è silente, il creditore non può conseguire in sede di esecuzione forzata il pagamento degli interessi maggiorati, stante il divieto per il giudice dell’esecuzione di integrare il titolo, ma deve affidarsi al rimedio impugnatorio. Il titolo esecutivo giudiziale, nel dispositivo e/o nella motivazione, alla luce del principio di necessaria integrazione di dispositivo e motivazione ai fini dellinterpretazione della portata del titolo, deve così contenere la previsione della spettanza degli interessi maggiorati.

Data di pubblicazione
17.05.2024

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