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Intelligenza artificiale e privacy: bilaterale e stretta cooperazione tra Garante italiano e Garante federale tedesco. Quali prospettive per il futuro?

Dal 18 al 20 aprile si è svolto presso l’Accademia Konrad Adenenaur sul Lago di Como l’incontro tra il Garante per la protezione dei dati personali italiano e il Commissario federale tedesco per la protezione dei dati e la libertà d’informazione (BfDI).

In occasione di tale incontro, un’intera giornata è stata dedicata all’analisi delle questioni connesse all’ impiego di sistemi di intelligenza artificiale, che si prevede si diffonderanno sempre più in modo capillare nel tessuto socio – economico europeo.

Entrambe le autorità hanno rimarcato la posizione delle autorità garanti della privacy dei singoli Stati europei, a prescindere da quanto previsto nell’AI Act, e si sono interrogate sui grandi temi che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale pone rispetto alla tutela dei dati personali dei cittadini europei, iniziando a esaminare l’applicabilità degli strumenti giuridici già esistenti a questa forma di tecnologia, il cui sviluppo è avvenuto in maniera esponenziale e spesso difficile da seguire per i legislatori e le corti di tutto il mondo.

Le questioni trattate nel bilaterale saranno altresì oggetto del “G7 Privacy”, previsto per il prossimo ottobre in Italia, ove parteciperanno le autorità di protezione dei dati dei 7 Grandi, ossia di Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America, insieme al Comitato europeo della protezione dei dati e il Garante europeo della protezione dei dati.

Il G7 dei garanti privacy, organizzato dall’Autorità italiana, infatti, si pone come obiettivo principale quello di discutere e affrontare le nuove sfide che la privacy deve fronteggiare  nell’era dei dati , al fine di elaborare una proposta comune per una sicura e responsabile circolazione dei dati personali, per armonizzare le tecnologie emergenti e l’intelligenza artificiale con la libertà delle persone e per promuovere una efficace azione di controllo sull’applicazione delle norme in materia di protezione dati.

Le azioni comuni delle diverse autorità privacy pongono di sicuro importanti quesiti e sfide per gli operatori del settore, i quali dovranno necessariamente “allargare i propri orizzonti”. Infatti, il lavoro coordinato tra diversi Stati lascia prevedere uno scenario futuro in cui bisognerà sempre guardare oltre i propri confini nazionali per affrontale le questioni relative all’ impatto delle nuove tecnologie in materia di privacy.

Tale scenario, da un lato comporta di certo una grande agevolazione per gli operatori, soprattutto quelli economici, in quanto facilita non poco le operazioni internazionali. Basti pensare all’ipotesi in cui si voglia estendere il proprio business all’estero, oggi sempre più vincolato anche alle specifiche privacy di ogni singolo Stato: grazie ad una normazione omologata tale processo di espansione potrebbe risultare molto più semplice e lineare.

Dall’altro lato, però, agli operatori è richiesto un grande lavoro di aggiornamento, che dovrà necessariamente estendersi anche oltre i confini del proprio Paese, atteso che appare molto probabile che le decisioni di una Autorità straniera potranno altresì rivelarsi applicabili al proprio sistema di riferimento.

Data di pubblicazione
22.04.2024
Argomento trattato
Data Protection

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