La Corte d’Appello di Milano, in tema di tempestività della sanzione disciplinare, ha sancito che il periodo di tempo intercorso di 7 mesi tra la data di conoscenza dei fatti e la contestazione degli stessi alla lavoratrice, pur tenendo conto della complessità dell’organizzazione aziendale, è del tutto ingiustificato, anche in considerazione del fatto che il datore di lavoro non ha fornito allegazioni circa ulteriori indagini o approfondimenti svolti nell’anzidetto arco temporale al fine di valutare la condotta della dipendente.
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