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Ius variandi nei contratti bancari

Con sentenza del 10 ottobre 2023, il Tribunale di Milano ha affermato la legittimità della condotta di una banca che, a causa della riduzione dei tassi di interesse e dell’aumento degli oneri connessi alla contribuzione al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, ha unilateralmente aumentato il costo di un servizio reclamizzato come “gratuito per sempre”.

Nel caso in esame un correntista adiva il Tribunale di Milano contestando la decisione della propria banca di introdurre, senza alcun accordo sul punto, un costo di euro 7,50 quale “Spesa fissa di liquidazione trimestrale”, in luogo della previsione contenuta nel contratto originario che prevedeva, per detto servizio, un costo di zero euro.

Al fine di dirimere la vicenda, il Tribunale ha dunque dovuto stabile se l’introduzione del costo valesse quale modifica di clausole preesistenti – quindi ricompreso nel 118 TUB, che prevede nei contratti a tempo indeterminato, in presenza di una specifica clausola e di un giustificato motivo, la facoltà per le banche di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni previste dal contratto – oppure fosse l’unilaterale tentativo di introdurre nel contratto clausole estranee alla regolamentazione voluta dalle parti, oggetto di contrattazione.

Il Tribunale ha ritenuto di escludere che l’aumento della tariffa introducesse un nuovo servizio, in quanto quest’ultimo, sia pure gratuitamente, era stato regolarmente e periodicamente fornito (si trattava delle spese fisse di liquidazione).

Il fatto di avere iniziato il rapporto con l’indicazione di “zero” quale costo denotava la sola assenza di remunerazione per un servizio che sarebbe comunque stato prestato, come in effetti è avvenuta.

Ne consegue che la modifica adottata dalla banca non poteva considerarsi quale una sostanziale modifica delle condizioni contrattuali essendo, invece, una mera modifica del prezzo dei servizi offerti.

Pertanto, secondo il Tribunale di Milano, la condotta della banca era legittima e il ricorso del correntista è stato dunque rigettato.

Data di pubblicazione
28.06.2024

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