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La responsabilità civile da intelligenza artificiale

La crescente diffusione dell’intelligenza artificiale pone sfide rilevanti al sistema giuridico, in particolare sotto il profilo della responsabilità civile.

Il recente ritiro, da parte della Commissione europea, della proposta di direttiva sulla responsabilità civile per l’IA, dovuto alla mancanza di un accordo politico tra gli Stati membri, ha riportato in primo piano la frammentarietà del diritto europeo in materia e l’urgenza di ricorrere, in via interpretativa, agli strumenti normativi già esistenti.

L’IA, per sua natura, si caratterizza per un’elevata complessità tecnica e decisionale che mette in crisi i tradizionali criteri di imputazione soggettiva della responsabilità, rendendo spesso inadeguate le categorie classiche di colpa, nesso causale e illecito.

Il primo riferimento normativo, in caso di danno causato da un sistema di IA, è l’art. 2043 c.c., che fonda la responsabilità su colpa o dolo e sul nesso causale tra condotta e danno. Tuttavia, qualora l’IA operi in modo autonomo o attraverso reti decisionali opache, risulta estremamente difficile per il danneggiato individuare un soggetto umano responsabile, con il rischio concreto di una tutela giuridica ineffettiva.

L’art. 2050 c.c., relativo all’esercizio di attività pericolose, consente invece una responsabilità oggettiva in presenza di un nesso causale, imponendo all’esercente l’onere di dimostrare di aver adottato tutte le misure idonee a evitare il danno.

L’applicazione di tale norma ai sistemi di IA impiegati in ambiti ad alto rischio, quali la guida autonoma o la diagnostica medica, potrebbe rappresentare una via efficace di tutela, purché l’utilizzo dell’IA venga qualificato espressamente come attività pericolosa dal legislatore o dalla giurisprudenza.

Un’ulteriore possibilità è offerta dall’art. 2051 c.c., che prevede la responsabilità del custode per danni da cose in custodia, salvo il caso fortuito. Anche qui, tuttavia, l’inquadramento dell’IA quale “cosa” suscita perplessità, data la sua natura immateriale, interattiva e in continua evoluzione.

In definitiva, l’attuale impianto normativo appare inadeguato a gestire in modo sistemico la responsabilità da IA, rendendo auspicabile l’introduzione di un regime di responsabilità oggettiva ad hoc, supportato da meccanismi assicurativi o da fondi di garanzia, in grado di offrire certezza giuridica, effettività della tutela e un giusto equilibrio tra innovazione tecnologica e salvaguardia dei diritti fondamentali.

Un tale intervento dovrebbe avvenire in modo coordinato a livello nazionale ed europeo, attraverso l’adozione di una disciplina coerente, armonizzata e capace di affrontare le sfide poste dalla nuova dimensione algoritmica delle decisioni.

Data di pubblicazione
18.04.2025
Argomento trattato
Compliance . Contratti Commerciali

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