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L’art. 360, co. 1, n. 5 c.p.c. prevede l’omesso esame di un fatto decisivo e non può riguardare l’omessa analisi

“L’art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., nella formulazione risultante dalle modifiche introdotte dal D.L. n. 83 del 2012, conv. dalla L. n. 143 del 2012, prevede l'”omesso esame” come riferito ad “un fatto decisivo per il giudizio” ossia ad un preciso accadimento o una precisa circostanza in senso storico-naturalistico, non assimilabile in alcun modo a “questioni” o “argomentazioni” che, pertanto, risultano irrilevanti, con conseguente inammissibilità del relativo motivo.”

Questo è il recentissimo principio sancito dalla Corte di Cassazione con ordinanza n. 1704/2024.

Nel caso in esame, secondo la Cassazione, il Tribunale aveva correttamente espresso le ragioni della propria decisione. Le doglianze dei ricorrenti erano quindi inammissibili posto che non riguardavano l’omessa analisi di determinate circostanze, ma si riferivano ad una diversa ricognizione della fattispecie, esterna all’esatta interpretazione della norma.

La Cassazione, dunque, rigettava il ricorso ritenendo che nel caso di specie non si potesse riscontrare l’ipotesi prevista dall’art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

Data di pubblicazione
19.01.2024
Argomento trattato
Contenzioso e Arbitrato

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