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Licenziamento e recidiva di un comportamento lesivo dei doveri di diligenza e fedeltà – Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Sentenza n. 1338/2016

In tema di licenziamento disciplinare, nella valutazione della gravità del comportamento che ha portato alla sanzione espulsiva, il giudice può tenere conto anche di quelle condotte che, ancorché non oggetto di provvedimento disciplinare in quanto commesse in precedenza, siano comunque ritenute tanto gravi da aver compromesso irrimediabilmente il vincolo di fiducia tra lavoratore e datore di lavoro. Ne consegue che, in ipotesi di recidiva di un comportamento lesivo dei doveri di diligenza e fedeltà, la sanzione espulsiva è da ritenersi proporzionata in quanto frutto di una valutazione complessiva della condotta tenuta dal lavoratore nel corso dell’intero rapporto di lavoro, e non limitata alla singola infrazione da cui è scaturito il licenziamento.

Alla luce dell’art. 52 CCNL chimici, che sanziona col licenziamento le gravi infrazioni che arrechino un pregiudizio all’impresa, è da ritenersi proporzionata la sanzione espulsiva irrogata nei confronti di un informatore commerciale del farmaco che abbia volontariamente posto in essere una condotta consapevolmente contraria alla politica aziendale ed economicamente dannosa per la medesima, consistente nell’intenzionale ritardo nella spedizione di un assegno consegnato dal cliente, nonostante le reiterate richieste del datore di lavoro in tal senso.

Data di pubblicazione
30.06.2016
Argomento trattato

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