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Nullità contrattuale? Rilevabile in qualsiasi fase del giudizio a condizione che i fatti costitutivi siano ritualmente e tempestivamente allegati

Con la pronuncia n. 2122/2023, la Corte d’Appello di Venezia ha ribadito che la nullità contrattuale è rilevabile nell’ambito del giudizio di appello o nel giudizio di cassazione a condizione che i fatti costitutivi siano stati ritualmente e tempestivamente allegati dalle parti.

La pronuncia in esame trae origine dal gravame proposto da un fideiussore avverso una sentenza di primo grado nell’ambito del quale lo stesso veniva condannato, in solido con il debitore principale, al pagamento di una rilevante somma a saldo di un conto corrente aperto presso un istituto bancario.

Nell’ambito del giudizio di appello, solamente nel corso della propria comparsa conclusionale, il fideiussore eccepiva, per la prima volta, la nullità della fideiussione sottoscritta.

L’istituto di credito appellato dichiarava di non accettare il contraddittorio sulla nuova eccezione, tardivamente proposta in sede di comparsa conclusionale, considerando il fideiussore decaduto dalla possibilità di formulare la stessa.

Tanto premesso, la Corte d’Appello di Venezia, rilevata la mancata tempestiva allegazione da parte del fideiussore della documentazione necessaria a fornir prova della fondatezza dell’eccezione, ricordava che “la valutazione dell’incidenza della nullità parziale della fideiussione in esame, con conseguente rilievo officioso del vizio previa instaurazione del contraddittorio, è preclusa dalla mancata allegazione e produzione di quanto necessario a quel fine, posto che una eccezione di nullità è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del processo purché i fatti costitutivi siano stati ritualmente e tempestivamente allegati dalle parti. La rilevabilità d’ufficio delle nullità contrattuali, alla luce dei principi affermati dalla Suprema Corte a Sezioni Unite (Cass. SU n. 26242/2014), è pur sempre possibile nel giudizio di appello ed in quello di cassazione ma nel rispetto delle regole generali del processo civile. Pertanto, qualora i fatti costitutivi della dedotta nullità negoziale non risultino già allegati in toto dalla parte che la invoca successivamente, non è consentito al giudice, in qualsiasi stato e grado del processo, procedere d’ufficio a tali accertamenti, posto che la rilevabilità officiosa della nullità è circoscritta alla sola valutazione in iure dei fatti già allegati (cfr. Cass. 20713/23). E, nel caso in esame, va dichiarata l’inammissibilità della questione sul rilievo che l’accertamento sulla fondatezza o meno dell’eccezione di nullità (proposta in appello in comparsa conclusionale e, come tale, eccezione in senso lato anche al di là dei limiti e delle preclusioni processuali ormai maturate) si fonda su circostanze di fatto o documenti che le parti avrebbero dovuto introdurre fin dal primo grado (ad esempio, modello ABI, provvedimento n. 55 Banca d’Italia, etc.)”.

In conclusione, la Corte d’Appello di Venezia ha rigettato l’eccezione formulata dal fideiussore sottolineando che, pur essendo astrattamente possibile formulare in qualsiasi momento l’eccezione di nullità, nel caso di specie la stessa non potesse essere accolta in quanto il fideiussore non aveva tempestivamente allegato i fatti costitutivi della stessa.

Data di pubblicazione
15.12.2023

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