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Somministrazione di lavoro non genuina? il rapporto non può considerarsi estinto se il licenziamento è irrogato dal somministratore

Con la sentenza n. 30945 del 7 novembre 2023 la Corte di Cassazione ha chiarito che in ipotesi di somministrazione di lavoro non genuina il rapporto non può considerarsi effettivamente estinto se il provvedimento espulsivo è irrogato dal somministratore (datore in senso formale) e non dall’utilizzatore (datore in senso sostanziale).

Nel giungere a tale conclusione la Suprema Corte ha osservato che – anche nell’ambito di applicazione dell’art. 27 D. Lgs. n. 276/2003 ratione temporis applicabile al caso esaminato – tra gli atti compiuti o ricevuti dal somministratore nella costituzione o gestione del rapporto di lavoro (che devono necessariamente intendersi come ricevuti compiuti o ricevuti dal soggetto che ha effettivamente utilizzato la prestazione), non figura il licenziamento ai sensi dell’art. l’art. 80-bis del D.L. n. 34/2020, conv. con modificazioni dalla Legge n. 77/2020, in quanto attinente alla fase della sua cessazione (cfr. Cass. n. 10694/2023).

Ciò in quanto tale norma, pur costituendo principio di interpretazione autentica espressamente riferito all’art. art. 38, c. 3, D. Lgs. n. 81/2015, e quindi priva di effetti vincolanti rispetto alla disciplina previgente, costituisce “criterio ermeneutico decisivo per giungere ad identica conclusione anche in riferimento alla disposizione dettata dall’art. 27 cit.” data la completa sovrapponibilità dei testi normativi.

Data di pubblicazione
13.12.2023

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