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Tribunale di Milano Sez. dodicesima, Dott.ssa M. Grazia Dehò, sent. n. 49281/2011 – Responsabilità precontrattuale ex art. 1337 C.C.
Le parti sono libere ‐ prima della conclusione del contratto – di agire in base alla propria convenienza, e persino revocare la proposta, se non sia ferma ex art. 1329 c.c., finchè il contratto non sia concluso ed in quanto tale potere non costuisca violazione di un obbligo di comportamento, quale previsto dall’art. 1337 c.c., contenente la clausola generale di buona fede.
Di fronte all’autonomia negoziale di una parte, che dovrebbe consentire il libero recesso delle trattative, sta infatti il possibile affidamento della controparte sulla futura conclusione del contratto, che può essere tutelato solo quando sia “ragionevole”, e tale da rendere arbitrario e intempestivo il recesso in mancanza di giusta causa (…). La responsabilità del soggetto recedente, infatti, si configura in quanto lo stesso abbia dolosamente o colposamente indotto l’altra parte a confidare ragionevolmente nella conclusione del contratto.
La consolidata giurisprudenza di legittimità, ritiene che sussista violazione del principio di buona fede nelle trattative in presenza dei seguenti presupposti:

  • che esistano trattative, che per serietà e concludenza, siano giunte ad uno stadio idoneo a far sorgere nella parte che invoca l’altrui responsabilità il ragionevole affidamento sulla conclusione del contratto;
  • che la controparte, cui si addebita la responsabilità, la interrompa senza un giustificato motivo;
  • che, infine, pur nell’ordinaria diligenza della parte che invoca la responsabilità, non sussistano fatti idonei ad escludere il suo ragionevole affidamento sulla conclusione del contratto.
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Data di pubblicazione
7.05.2014
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